Il crollo del traffico è niente, preparatevi al ‘Content Shock’

Posted by on Feb 8, 2016
Il crollo del traffico è niente, preparatevi al ‘Content Shock’

Avete mai sentito parlare di “Content Shock“? È un termine coniato dal blogger e marketer Mark Schaefer circa due anni fa in un post in cui affermava che il content marketing non è più sostenibile: ogni giorno sul web viene pubblicato un numero sempre crescente di video, articoli, foto, GIF e quant’altro, ma la quantità di contenuti che consumiamo non può che rimanere pressappoco la stessa, nonostante sia incrementata grazie a smartphone e tablet, e il numero di persone che ne fruiscono non aumenta allo stesso ritmo. Cosa fare quindi? Le opzioni sono tre: creare i contenuti migliori, ottimizzare la distribuzione o pagare.

Content shock, a cosa è dovuto il crollo del traffico generato dai social network?

Lo scorso ottobre il blog di Buffer, il tool per la gestione dei profili social, ha ammesso di aver perso nell’ultimo anno circa la metà del traffico generato dai social network: “Noi che vendiamo un prodotto che aiuta le persone ad avere successo sui social abbiamo fallito, dobbiamo ancora capire come far funzionare le cose su Facebook (soprattutto), Twitter, Pinterest, ecc,” leggiamo in un post a firma di Kevan Lee. In Buffer non si sono ancora spiegati il perché di questo rapido declino (-53% di traffico da Facebook, -43% da Twitter, -45% da LinkedIn e -72% da G+), ma qualche idea se la sono fatta: secondo i dati di Facebook del 2013 ogni volta che accediamo alla home del social network il newsfeed ci presenta circa 1.500 post, perciò ogni volta che pubblichiamo dobbiamo competere con migliaia di altri contenuti. Una statistica di quasi tre anni fa. Immaginiamoci quanto può essere cresciuta nel frattempo la quantità di foto, video e articoli che girano in rete. Non a caso Facebook  (e pochi giorni fa anche Twitter) ha deciso di applicare un filtro ai propri feed e mostrare i contenuti in base alla performance e agli interessi degli utenti. Una scelta che potrà provocare, per quanto riguarda il social network di Mark Zuckerberg, un calo della portata organica delle pagine generaliste, ma che potrebbe premiare le fanpage che hanno un pubblico più targetizzato.
Il discorso di Mark Schaefer regge: abbiamo raggiunto un punto in cui il consumo di contenuti ha raggiunto l’apice, mentre la creazione di contenuti continua a decollare, e i social media devono adeguarsi proponendo il meglio ai propri utenti. In che modo possiamo sopravvivere al “Content Shock” e continuare ad ottenere visite al nostro sito dai social network? Una delle opzioni, come ho accennato all’inizio, è creare contenuti che entusiasmano gli utenti e vengono condivisi. E solo chi ha le capacità, o le risorse, per farlo può andare avanti.
Non sapete come? Lo spiegherò nel prossimo post…

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