Marketing virale: la guida per promuovere i brand sui social

Posted by on Feb 29, 2016 in Social media | No Comments
Marketing virale: la guida per promuovere i brand sui social

È possibile far crescere il tuo business con il marketing virale? Sì, ma se vuoi emergere sui social media e distinguerti dai competitor è necessario adottare una strategia che tenga conto della natura di questi canali. A differenza di quanto avviene nei media tradizionali, infatti, sui social i messaggi vengono diffusi per bocca degli utenti, perciò per far parlare di te gratuitamente devi conoscere i meccanismi che spingono le persone a condividere. Li riporto di seguito prendendo spunto dal libro di Jonah Berger ‘Contagioso. Perché un’idea e un prodotto hanno successo e si diffondono‘, in cui sono elencati e spiegati i 6 ‘STEPPS’ per diventare virali.

Marketing virale: i 6 STEPPS per far parlare del tuo brand

L’acronimo STEPPS sta per Social Currency, Trigger, Emotion, Public, Practical value, Stories. L’autore del libro gioca sul significato della parola inglese ‘step’ (=passo) per creare una sigla che presenti i 6 elementi che ricorrono nei contenuti più condivisi. Berger ha individuato questi 6 STEPPS analizzando gli articoli del New York Times che sono stati inviati di più per mail dai lettori del quotidiano e ha notato, ad esempio, che le notizie riguardanti salute e o educazione erano fra le più condivise. Perché? Perché hanno “Practical value”, valore pratico: gli utenti in questo caso condividono perché trovano il contenuto utile per se stessi e i propri amici e conoscenti.
Se vogliamo diffondere il nostro messaggio come un virus con il marketing virale è importante conoscere uno per uno tutti i 6 principi illustrati da Berger. Vediamoli di seguito:

1) Social currency (Valuta sociale)

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Pubblicato da Grazia su Mercoledì 4 marzo 2015



In totale questo articolo ha ottenuto 1,3mila condivisioni. Per quale motivo? Perché tendiamo a condividere ciò che ci fa fare una bella figura davanti ai nostri amici, per il nostro desiderio di apparire intelligenti, alla moda, sul pezzo, ecc…

2) Trigger (Stimoli)



“I trigger sono stimoli che ci portano a pensare a cose correlate”, spiega Berger. Ceres e tanti altri brand sfruttano questo meccanismo alla perfezione associando i contenuti creati ad eventi di attualità in modo divertente.

3) Emotion




Questo video contro la violenza sulle donne di Fanpage è stato l’ottavo spot più condiviso nel mondo nel 2015. Il motivo è semplice: è riuscito a emozionare gli utenti. E quando siamo emozionati, che sia rabbia, stupore o felicità, tendiamo a farlo sapere ai nostri amici.

4) Public (Visibilità pubblica)

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Per ottenere la massima diffusione di un’idea o di un prodotto è fondamentale aumentare la loro visibilità, non a caso ogni volta che apriamo un portatile le persone davanti a noi vedono il logo dell’azienda produttrice. Come possiamo applicare questo principio ai social media? Dobbiamo creare una grafica consistente in tutti i profili e inserire il nostro logo ovunque sia possibile.

5) Practical value (Valore pratico)

ATTENZIONE #Mamme- ecco perché è importante la posizione del bambino durante la ninna:

Pubblicato da Vita da Mamma su Sabato 7 marzo 2015



Come spiegato in precedenza, condividiamo quando troviamo determinate informazioni utili per noi e per gli altri.

6) Stories

"After a woman was taken to the hospital with hypoglycemia (low blood sugar), two policemen stayed behind to prepare…

Pubblicato da ViralNova su Sabato 14 novembre 2015



Attraverso una storia è più facile far passare il nostro messaggio. Questo spiega il successo di “viral publishers” come Viralnova, Upworthy e Dose.

Adesso che conosci i meccanismi principali del marketing virale puoi dedicarti alla produzione di contenuti per promuovere il tuo brand attraverso i social media.
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Facebook modifica ancora una volta l'algoritmo. Cosa cambia per utenti e pagine? Ve lo spiego in questo post ► http://goo.gl/kbPJc5

Pubblicato da MarcelloDettori.com su Martedì 2 febbraio 2016

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