Ecco perché Donald Trump diventa sempre virale

Posted by on Apr 17, 2016
Ecco perché Donald Trump diventa sempre virale

Perché Donald Trump diventa sempre virale? Sono almeno 5 i fattori che stanno determinando il successo del candidato alle primarie del Partito Repubblicano USA sui social media. Li avevo elencati in un altro post: andare controcorrente, creare un passaparola spontaneo, scegliere lo slogan giusto, usare più di tutti il formato video e suscitare emozioni nel pubblico.

E su due punti in particolare quanto detto dal giovane CEO di Dose Emerson Spartz in un’intervista all’emittente americana Fox sembra confermare quanto da me scritto in precedenza: “L’ira è una delle emozioni virali più forti perché ti spinge ad agire. Puoi provare altre emozioni come tristezza, ansia e sconforto che però non ti stimolano all’azione, la rabbia invece ti fa ribollire il sangue nelle vene, ti fa venire voglia di agire e parlare. Trump sfrutta l’ira meglio di qualunque altro candidato che abbiamo mai visto”.

Ricapitoliamo: un messaggio, di qualsiasi natura esso sia, per avere successo sui social deve emozionare gli utenti. E ci sono emozioni che hanno più efficacia di altre.

Donald Trump “dice quello che gli altri non dicono”

Il secondo aspetto che Spartz considera importante ai fini della viralità è che Donald Trump “dice quello che gli altri non dicono”. Non è un caso, infatti, che secondo uno studio di Buzzsumo i contenuti riguardanti Donald Trump e Bernie Sanders sono stati i più condivisi su Facebook.

“È in grado di collocarsi come candidato anti-establishment perché reagisce in un modo in cui gli altri non reagirebbero. Se Trump viene insultato per le dimensioni del suo pene diventa un dibattito nazionale, e allo stesso modo la gente difenderebbe la propria viralità, mentre i politici non reagiscono mai in tal modo. Questo sembra non professionale ai suoi detrattori, ma originale ai suoi sostenitori,” ha spiegato Spartz, che però non va a fondo sulla questione e fa un esempio che quasi la banalizza.

Dire quello che gli altri non dicono significa anche toccare temi che i politici tradizionali non trattano e che invece interessano alla gente. Temi come l’immigrazione e la corruzione in Italia, che sono, rispettivamente, i cavalli di battaglia di Lega Nord e M5S in Italia.

Chi è Emerson Spartz

Emerson Spartz è il fondatore di MuggleNet, sito per i fan di Harry Potter da lui lanciato appena dodicenne nel 1999, e oggi è CEO di Dose, viral publisher da lui creato. Spartz è stato definito dal settimanale americano The New Yorker “Virologo” e “Re del Click Baiting” in un interessante reportage dello scorso anno in cui viene raccontata come questo ragazzo “ha costruito un impero riconfezionando meme”.

Sotto potete vedere il video dell’intervista:




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