Il futuro del content è sui social, siete pronti?

Posted by on Mag 5, 2016
Il futuro del content è sui social, siete pronti?

Che si tratti di contenuti editoriali o pubblicitari, il discorso non cambia: il futuro del content è sui social.

Secondo Brad Jakeman, presidente del gruppo PepsiCo, il creativo più efficace arriverà dall’integrazione tra i processi di creazione e distribuzione dei contenuti. Vale a dire: se non conosci le dinamiche di diffusione tipiche dei social network sarai fuori dai giochi. Le piattaforme di pubblicazione e di distribuzione dei contenuti, ha spiegato Jakeman, “sono sempre più interdipendenti tra loro, il concetto della media agency e della creative agency si fonderà nuovamente”.

Oggi buona parte di agenzie e publisher produce spot pubblicitari e contenuti editoriali senza mettere al centro del processo l’utente. Questo approccio spesso ostacola in partenza la diffusione dei contenuti: non a caso il 50% degli articoli pubblicati in rete ottiene non più di 8 condivisioni. Per intenderci: per le grandi realtà è come se quei post non fossero mai esistiti.

Il futuro del content è sui social: cosa cambia per agenzie e gruppi editoriali?

Secondo Mark Read, CEO di Wunderman e di WPP Digital, “le agenzie saranno costruite attorno ai clienti e ai consumatori, non a brand o canali come TV e digitale”. Questo significa che i creativi, per ottenere risultati, devono avere competenze sia nella creazione, sia nella distribuzione dei contenuti, o perlomeno devono possedere una conoscenza profonda degli interessi degli utenti e avere chiare le dinamiche che regolano la diffusione di un messaggio sui vari canali.

Per giornali e tv vale quanto detto per le agenzie: per avere successo, un prodotto editoriale deve essere realizzato tenendo in conto desideri, gusti, stili di vita e valori del pubblico di riferimento. Per questo motivo i viral publisher riescono ad ottenere livelli di coinvolgimento molto più alti rispetto ai media tradizionali.

I due siti che hanno ottenuto più condivisioni su Facebook nel mese di marzo sono, secondo i dati di Newswhip, The Huffington Post e Buzzfeed, due giornali nati su internet. Poi troviamo, in ordine, media tradizionali come il New York Times, The Guardian, BBC, Fox News, Washington Post, Daily Mail, NBC e, infine, si affaccia alla top ten un sito sconosciuto ai più, ma i cui contenuti riscuotono enorme successo sui social media: Little Things.

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La virata verso la produzione di contenuti pensati per il pubblico dei social network è inevitabile. Voi siete pronti?

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