Il declino dei link su Facebook: coinvolgimento quasi dimezzato

Posted by on Mag 28, 2016
Il declino dei link su Facebook: coinvolgimento quasi dimezzato

Forse la profezia del ‘Content Shock’ si sta in parte avverando.

I link su Facebook aumentano, ma il coinvolgimento diminuisce.

Una ricerca di Newswhip ha rilevato che le interazioni con i link pubblicati dai primi dieci publisher su Facebook si sono gradualmente ridotte di mese in mese nell’ultimo anno. Come si evince dall’infografica sottostante il numero di mi piace, condivisioni e commenti sono passati, in queste dieci pagine (tra cui figurano alcuni brand, Buzzfeed, CNN e il New York Times), da 287 milioni nel luglio scorso a 162 ad aprile 2016. Quasi la metà.

link_di_facebook

Non siamo in grado di consumare più di una certa quantità di contenuti, perciò i social network si sono adeguati introducendo algoritmi che selezionano (in teoria) il meglio per gli utenti.

Per ottenere risultati bisogna cambiare strategia: trattare temi che interessano al proprio pubblico (visto che Facebook premia gli articoli a seconda del tempo che gli utenti gli dedicano), pubblicare meno post promozionali (che quasi sempre infastidiscono) e buttarsi su filmati e live.

Perché se dà un lato assistiamo al declino dei link, dall’altro video e dirette streaming registrano una tendenza inversa: Facebook dà priorità a questi due formati, che sono, infatti, in crescita. E, non a caso, c’è chi come Buzzfeed che ha lanciato Tasty, una pagina Facebook che pubblica solo video di ricette e ha livelli di coinvolgimento altissimi.

I link su Facebook coinvolgono meno, come superare il ‘Content Shock’?

Con un controverso articolo sul suo blog il blogger e marketer Mark Schaefer aveva coniato il termine ‘Content Shock’, che sta ad indicare una fase in cui mentre la produzione di contenuti continua ad aumentare, le ore spese per consumare i contenuti prodotti rimangono pressappoco le stesse. A tutto vantaggio di chi dispone di maggiori risorse, in grado di creare articoli, immagini e video efficaci, e a danno di piccole imprese e professionisti, che possono dedicare meno tempo e investimenti ai social media.

Secondo Schaefer arriveremo presto ad un punto in cui il content marketing non sarà più sostenibile. In parte questo è vero: i più piccoli avranno maggiori difficoltà ad emergere. Ma conoscendo il funzionamento degli algoritmi e i meccanismi della viralità sarà ancora possibile creare coinvolgimento ad un costo accettabile negli anni a venire.

Leave a Reply